Circle rafforza la piattaforma di MILOS

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Luca Abatello è stato intervistato dal magazine digitale The Medi Telegraph e ha raccontato di come Circle ha aperti un nuovo ufficio a Bruxelles e ha nuove prospettive per il 2015 nell’area del Medio Oriente.

Questo nuovo ufficio – spiega Luca Abatello, Ceo di Circle – serve essenzialmente per la nostra attività di presidio presso le istituzioni europee, e ci permetterà di seguire ancora più da vicino filoni strategici di sviluppo come i progetti legati alle reti Ten-T, i cofinanziamenti europei, le prossime call in uscita. Un’attività ancora più importante se si pensa che a Bruxelles è stata appena lanciata l’intera pianificazione 2014-2020”.

Il bacino storico di Circle, a livello di clienti, è rappresentato dall’Italia e dal Mediterraneo. Dove le risorse europee molto spesso non vengono utilizzate appieno

Infatti la nostra attività è quella di poter aiutare a sfruttare al meglio queste risorse. Nel concreto, significa presentare dei progetti che siano in linea con le attese dei bandi europei, tentando di mettere in rete i vari soggetti in campo, cosa che oggettivamente nella logica italiana e mediterranea non è facile

Collaborazione, in particolare tra porti. Proprio come in Italia, verrebbe da dire…

«Non è solo questione di collaborazione. Uno dei lavori che in Italia facciamo più frequentemente è la project anticipation, che significa studiare per tempo come potranno essere sviluppati progetti cofinanziati: è necessario mediare tra le attese dell’Europa e dei soggetti interessati al progetto. Inoltre, per l’Italia, parliamo di progetti sempre inseriti nel contesto delle reti Ten-T. Questo significa che i porti (e le comunità logistiche) devono comprendere le modalità di utilizzo di questi corridoi europei. Oggi la merce è gestita da grandi operatori internazionali che, nell’ottica portuale, hanno la logica da multinazionale e una sostanziale incapacità di scindere le piccole differenze che ci possono essere tra scali distanti tra loro una manciata di chilometri. Vista dalla Cina o dal Brasile, l’Italia è l’Italia, il Sud Europa è il Sud Europa, e così via…».

Insomma bisogna un po’ ritornare al concetto che è la merce che definisce i flussi di traffico, non il contrario. Come possiamo rendere questa realtà oggettiva?

«Fornendo efficienza, costi competitivi, tempi ridotti ma soprattutto certi. Se i soggetti pubblici riescono a pensare una pianificazione coordinata, e i privati si impegnano su progetti coerenti l’uno con l’altro, davvero possiamo sfruttare una grandissima opportunità inespressa».

Fuori dall’Italia su che aree vi state focalizzando?

«Principalmente Est Europa e il Mediterraneo. In relazione a quest’ultimo vorrei ricordare il nostro lavoro a Melilla, porto spagnolo sulle coste del Nord Africa, e poi in Marocco e Turchia, paesi dove vengono apprezzate le capacità e la flessibilità dell’impresa italiana, e dove i finanziamenti EU sono destinati per favorire le esportazioni e importazioni europee.

Infatti Circle, in partnership con IB, ha creato la rete di imprese LOG@SEA, focalizzata esattamente sul fornire supporto alle aziende riguardo le iniziative EU per l’area Mediterranea come la Direttiva 65/2010 relativa alle FAL FORMALITIES e in generale la connessione tra le formalità del trasporto via mare, i processi con la Dogana e il trasporto intermodale.

In Est Europa stiamo invece lavorando a Galati, un porto punto di incontro fra la rete ferroviaria europea e quella dell’ex Unione Sovietica, che ha uno scartamento diverso, con tutte le implicazioni logistiche che questo comporta».

Fuori dall’intervista Luca Abatello ha rivelato in anticipo l’apertura di un nuovo ufficio nel 2015 ad Istanbul.Circle sta preparando una collaborazione con uno dei maggiori operatori nel mercato logistico e dei servizi per il porto al fine di offrire MILOS, la piattaforma sviluppata da Circle, nel mercato logistico turco.

2014 12 29 Circle TMT magazine

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